...da dove siamo partiti.

 

A chi capita su questa pagina per caso o per chi invece ha volutamente cercato per avere più notizie dedico queste poche righe.

Sono Roberto IU1MRH di Novara, da quando ho avuto la mia prima radio trasmittente in regalo, (siamo nel 1984) una portatile la cui antenna a stilo, totalmente estratta era più alta di me e non capivo perchè da quella scatola grossa, pesante, agendo sul potenziometro con indicato VOL. dopo un piccolo click iniziale, ne usciva del gran fruscio, il selettore a tre posizioni: 1-2-3 sul canale 2, unico quarzato e corrispondente al  Canale 14 della Citizen Band (CB), di tanto in tanto sentivo delle voci, persone che parlavano del più e del meno ed ogni tanto menzionavano dei numeri, delle lettere ( 73, 88,144, 2 metri QSL, QRZ ) forse proprio questo non capire cosa stessero dicendo, mi ha spinto ad approfondire in merito.

Erano i CB che puntualmente si incontravano in radio perle loro prove relative alla installazione di nuove antenne, riparazioni di microfoni ecc.

Qui capii di aver contratto il virus che trasforma l’uomo in Radioamatore e così inizio il via vai da casa mia ( Via Gaudenzo Ferrari sotto la Cupola di San Gaudenzio) a Viale Dante, dove in quegli anni vi era un negozio che era stracolmo di radio, antenne, rosmetri, wattmetri e quanto serviva per andare on the air. Non dimentico Isidoro sempre sorridente.

Inizialmente compravo l’antenna, poiché sistematicamente nel richiuderla, anziché partire dal basso, prendevo il cimino che ovviamente si piegava sino a fargli compiere un angolo retto, rendendola inservibile. Dopodiché ho aggiunto alle spese relative alle antenne, anche i quarzi da installare su quella radio, presi le frequenze corrispondenti al canale 5 ed al 23 . In quegli anni sul 23 i QSO c’erano ventiquattr’ore su ventiquattro.

Anni dopo, le prime radio VHF-UHF, con le quali potevo ascoltare QSO più tecnici, in relazione a propagazione delle onde radio nell'etere, costruzioni di antenne, le bande HF e CW.

Questo è per far capire come ho iniziato ad avvicinarmi al fantastico mondo della Radio.

Nel 2019 ho conosciuto Gabriele IU1NGJ, nel parlare del più e del meno abbiamo scoperto che ci accomunava la passione per la radio. In quel periodo erano in atto le lezioni per prepararsi all’esame e così abbiamo ottenuto la Licenza per poter operare sulle Bande Radioamatoriali.

Avendo  poi installato la Stazione Radio che non era più la portatile con l’antenna telescopica, facendo QSO in HF, ho avuto modo di conoscere Massimo IW4DGS di Forlì – erano i tempi del Covid che ci teneva chiusi in casa – e QSO dopo QSO è nata una vera amicizia e grazie a lui ho conosciuto il mondo del DSTAR ( ha avuto una gran pazienza).

Nell’aprile del 2025 con altri amici radioamatori, parlando di C.I.S.A.R. e considerato che in Piemonte per lo più in Novara, non c’era una Sezione appartenente all’Associazione citata, abbiamo deciso di costituirla.

E’ così con ratifica del 1 giugno 2025 della C.D. Nazionale, nasce C.I.S.A.R. Sezione di Novara.

Ringrazio Gabriele IU1NGJ, Ugo IU1QIY già I1POU, Massimo IW4DGS, Stefano IZ1GRH, Samuele IU1QYN e Sabrina SWLI97401FC che hanno creduto in questo progetto ed insieme abbiam fondato la Sezione di Novara.

In poco tempo altri Radioamatori ed SWL di Novara e del Piemonte, avuta notizia della costituzione della Sezione C.I.S.A.R. Novara, hanno aderito diventando Soci e qui ringrazio per la vicinanza dimostrata.

A settembre – con non poche difficoltà - abbiamo individuato il luogo che sarà la Sede di Sezione. Si tratta di una Stazione Radio appartenuta all’Aeronautica Militare – oggi proprietà di un privato – che  contattato ed avergli prospettato il progetto in fase embrionale, ha messo a disposizione i locali e i due tralicci di 35 metri di pertinenza. E’ doveroso un grazie al Signor Francesco.

Grazie ai Soci Miri, Michele e Raffaele qualche lavoro di manutenzione è stato eseguito materialmente  ed altri ne seguiranno fino a che la Nostra Sezione alla quale è stato conferito il nominativo IQ1PCK,  possa diventare operativa e collegare i numerosi Radioamatori dislocati in tutto il mondo. 

Un ringraziamento anche ai Soci che - non trovandosi nelle immediate vicinanze - hanno egualmente contribuito a far si che gli interventi di manutenzione fossero possibili.

 A tutti Buoni DX!

                                                                                                                73 de IU1MRH Bob


IU1IMH Alberto



Una vita nell’etere

Mi presento: sono Alberto, nominativo di stazione IU1IMH, e questo è, in breve, ciò che mi ha catapultato nel mondo della comunicazione e dello studio radioamatoriale.

Avevo tredici anni quando mio padre mi regalò la mia prima radio: una Midland portatile, un CB in 27 MHz a due canali quarzati. Era un apparato semplice, essenziale, ma per me rappresentava qualcosa di misterioso e profondamente affascinante. La accendevo nella mia stanza, parlavo nel microfono senza sapere bene cosa dire e poi restavo in ascolto, immerso nel fruscio dell’etere.

Per giorni non ricevetti risposta. Eppure continuavo a chiamare, spinto da una curiosità istintiva: capire se davvero una voce potesse viaggiare nello spazio e arrivare fino a me.

Poi, un giorno, accadde.

Una voce rispose.

L’emozione fu intensa, quasi travolgente. A quell’età non ero pronto: spensi tutto e riposi la radio in un cassetto. Avevo scoperto che l’etere non era vuoto, ma popolato. E questo, per un ragazzino, poteva fare paura.

Dopo qualche giorno, passata l’emozione iniziale, la curiosità tornò a farsi sentire. Riaccesi quella radio e, alla chiamata, risposi timidamente. Dall’altra parte la voce di un uomo cambiò tono: si fece calma, gentile. Aveva capito che stava parlando con un ragazzo. Non mi mise in difficoltà, non mi incalzò. Mi parlò con semplicità e rispetto. Fu il mio primo mentore.

In quel momento scoccò la scintilla del sapere.

Da allora la radio non è mai stata solo comunicazione, ma desiderio di comprendere: come viaggiano le onde, perché arrivano, cosa accade nello spazio invisibile tra trasmettitore e ricevitore. Il tempo è passato, la tecnologia si è evoluta, gli apparati sono cambiati. Io ho studiato, sperimentato, imparato a rispettare l’etere e i suoi tempi, fatti di silenzi, attese e improvvise aperture.

Oggi, dopo cinquant’anni e forse più, sono ancora qui. Curioso delle innovazioni, delle nuove modalità operative, del progresso che continua a trasformare il nostro hobby. Ma dentro, ogni volta che accendo una radio, sono ancora quel ragazzino di tredici anni, pieno di entusiasmo.

Perché il radioamatore, in fondo, è questo:

qualcuno che non smette mai di ascoltare, di imparare e di stupirsi davanti all’infinito dell’etere.

73 de IU1IMH op Alberto